UNA MANO

l' aiuto psicologico che ti porta
dove vuoi andare tu
il salotto dei cuori infranti
spazio per parlare di amore e non amore
"Si sopravvive a tutto per innamorarsi" - P. Panella -

L'amore dovrebbe essere uno stato di ebrezza e di benessere dell'anima e del corpo...
e allora perchè il più delle volte si riduce ad un'esperienza dolorosa e straziante?

La cattiva notizia è che il mal d'amore è inevitabile, la buona notizia è che proprio attraverso questo male possiamo attraversare l'abisso di noi stessi, incontrare le nostre parti più segrete, svelare le nostre maschere, i nostri anfratti dove abita il germoglio di quello che siamo pronti a diventare, affrontando la nostra rinascita e vestendo la nostra nuova pelle.

Se si sa ascoltare la voce del dolore ci si accorgerà che essa è lì per indicarci una nuova strada e un nuovo modo di stare al mondo: più potente, vero e autentico del precedente.

L'amore è una cosa complessa....lo intuì Dante che nel pieno della passione non corrisposta, se lo figurò come un nobile cavaliere avvolto da una nuvola rossa, che teneva tra le braccia Beatrice addormentata...
molto suggestivo ma torniamo ai nostri tempi e al motivo della tua visita nel nostro salotto.

Stai soffrendo molto e vorresti che questo dolore possa finire il prima possibile.

Sicuramente hai sperato che la tua storia avesse un lieto fine ma sembra che il regista della tua vita non sia esattamente Walt Disney...Che vuoi fare? Continuare a farlo sbizzarrire a tue spese o prendere in mano tu la trama del tuo film?

Qualsiasi sia il tuo ruolo, in questo film, la forza travolgente dell'amore ti sta mettendo duramente alla prova...Cerchiamo di decifrare cosa sta tentando di dirti.

Se ascoltiamo il suo messaggio e se siamo capaci di seguire la strada inesplorata e misteriosa che ci sta indicando, usciremo presto dalla selva oscura, rinnovati e migliori, più forti e sicuri, simili ad un nobile cavaliere al ritorno da una battaglia, le cui ferite rappresentano le glorie e gli onori più che le disfatte....

Già... l'Amore non è la persona a cui indirizziamo il nostro sentimento, l'Amore è un'energia che ci domina solo per convincerci a guardare nell'abisso di noi stessi, alle volte può sembrare devastante ma ciò che di noi distrugge e solo ciò che di noi non serve più...
a te e famiglia
quando la famiglia distrugge la famiglia
Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
Lev Tolstoj - Anna Karenina
La famiglia è il luogo sicuro dove trovare conforto, protezione, comprensione e dove poter esprimere sè stessi senza sentirsi giudicati....ma potrebbe essere anche l'esatto contrario di tutto ciò.

Quando le mura domestiche nascondono disagi, incomprensioni, violenze, silenzi e distanze si trasformano nella peggior prigione possibile, dalla quele sembra molto difficile uscire.

I sensi di colpa per non essere quello che noi volevamo essere e che gli altri si aspettavano che noi fossimo, si mescolano alla sensazione di non essere amati e compresi per quello che si è veramente e ogni tentativo di dialogo si trasforma in uno scontro o peggiora i silenzi e le distanze.

Chi ha ragione e chi ha torto?
Siamo tentati di trovare soluzioni razionanli ai conflitti ma c'è poco di razionale nei sentimenti e più cerchiamo spiegazioni e proviamo a darne più ci allontaniamo dall'altro e da noi stessi, ammucchiando parole e ripetizioni infinite della stessa scena.

Chiediamo all'altro di comprendere, ma non lo stiamo chiediamo alla persona, bensì al suo ruolo: il figlio deve obbedire, il genitore e deve proteggere, il coniuge deve amare.

La verità è che siamo indissulatemente noi, anche se facciamo parte di un sistema o di un contesto famigliare.
Siamo individui che si portano appresso ferite e segreti e spesso entriamo in conflitto non con le persone che amiamo ma con il ruolo che esse ricoprono perchè in quel momento non corrisponde alle nostre aspettative.

Più o meno consapevolmente spesso ripetiamo con i nostri famiglairi gli stessi errori che abbiamo subito nella nostra famiglia di origine ed è difficile uscire da questo cortocircuito.

Nel campo di battaglia quotidiano, dove si svolgono le tensioni famigliari, i figli assorbono modelli fragili e gli adulti non evolvono, assorbiti e risucchiati dai continui conflitti.

Eppure abbandonare il campo sembra l'ultima possibile soluzione, la famiglia è la trappola infelice che ci siamo costruiti e nella quale è giusto rimanere ad espiare le nostre mancanze, a costo di sacrificare ogni parte vitale di noi stessi.

Se uno dei membri decide di andaresene lo si accusa di voler distruggere la famiglia, è un accusa sociale prima ancora che individuale e fa si che le colpe per un intero sistema che non ha funzianato ricadano su un unica persona.

Che succede se anzichè il termine "distruzione" usassimo la parola trasfomazione?
Se associamo ogni fisiologico distacco alla fine, ogni separazione verrà associata alla morte, a quelcosa di definitivo che distrugge, inevitabilmente, anche una parte di noi stessi. .

Pensiamo che se la nostra famiglia non è quella che avevamo immaginato è, inevitabilmente, un fallimento.
Molto raramente invece pensiamo che una famiglia potrebbe funzionare meglio semplicemente scardinando stereotipi e aspettative irrealistiche che ogni membro proietta sull'altro.

Proviamo a immaginare la nostra famiglia come un luogo dotato di vita proria, una vita che è la somma delle vite che la compongono e come tale muta, cresce, si trasforma, si allontana e torna ....proviamo a lasciare andare chi non vuol restare e accogliamo chi di nuovo vuole entrare, facciamo della nostra casa un mondo aperto e non la prigione delle nostre emozioni.
la solitudine è donna
quando la vita è solo quella degli altri
Se i figli possono confessare francamente di annoiarsi coi genitori, una madre non può mai confessare di annoiarsi coi figli senza sembrare snaturata.
(Alba de Céspedes)

Mai come in questa epoca l'essere madre significa entrare nel mondo della solitudine, se una donna non ha la fortuna di avere al proprio fianco una famiglia in grado di aiutarla, crescere ed accudire un figlio sarà un fatto che riguarderà solo ed esclusivamente lei.

La sensazione di solitudine aumenta con l'aumentare di messaggi che ti dicono di essere perfetta, che non sono ammessi cedimenti, che la tua routine è un privilegio, che ogni richiesta di aiuto è un fallimento.

Tutti sono disponibili a giudicare e a dare consigli, a minimizzare, a dirti cosa devi fare e non fare e a tirarsi indientro quando c'è bisogno....

Vuoi un bene infinito ai tuoi figli ma sempre più spesso pensi di non farcela più e ogni volta che vorresti scappare da loro, prenderti una tregua, respirare, ti senti in colpa, perchè ti hanno fatto credere che l'amore è annullarsi, è arrivare allo stremo delle forze, è sacrificio e abnegazione totale.

Qualcosa dentro di te ti dice che non sei tu quella sbagliata, che le cose non vanno come dovrebbero andare e che, forse, c'è un modo diverso per essere donna e madre, ma non riesci a trovare nè solidarietà nè comprensione.

Non è ora che fai un figlio?
Hai solo un figlio? Non pensi di farne almeno un'altro?
Ma come? Fai solo la mamma? Non lavori?
Ma come? Lavori? E i figli chi li guarda?
Lavori da casa? Che bello! Sei fortunata, così puoi seguire anche i figli.
Ma come? NON HAI FIGLI?
....e non ti senti incompleta?

Goditi i figli ora, che poi quando crescono ti mancheranno.....
A che ti serve il tempo libero se nel frattempo ti sei completamente annientata nel ruolo di madre e di moglie e non sai più neppure cosa ti piace fare e chi sei veramente....

Perchè le altre donne sembrano tutte più brave di te? Perchè anche loro sembrano giudicarti anzichè comprenderti? A chi chiedere aiuto se anche tra donne si sente serpeggiare una competizione folle e senza più anima?

Sei diventata "mamma" e alle volte pensi che tuo figlio non conosca il tuo vero nome, che per lui sei solo "mamma" un simbolo che non può tradire, che è buono a prescindere, infallibile, il consolatorio grembo che da vita e nutrimento....fino a seccarsi e morire dentro.

Non sei diventata mamma, quindi non puoi capire, non puoi parlare, ti ritroverai sola e senza nessuno che baderà alla tua vecchiaia, almeno speriamo che tu possa trovare marito....
Se sei donna devi essere uno stereotipo, non un individuo.

Smetti di ascoltare chi ti dice cosa devi fare e come devi essere, rimetti in ordine i tuoi valori e ti accorgerai che l'ordine dentro casa è l'ultima cosa che devi sistemare.
Riconquista i tuoi confini, arreda la tua anima con il tuo personale gusto e fai entrare solo chi porta soluzioni e aiuto, gli altri, per ora, tutti fuori.